La Giornata mondiale della Gentilezza si celebra il 13 novembre e promuove
l’attenzione e il rispetto verso il prossimo, la cortesia dei piccoli gesti, la pazienza, la cura e
l’ascolto dei bisogni degli altri.
Soprattutto in questo periodo storico, in cui la pandemia causata dal COVID-19 ha
generato diversi mutamenti nella nostra società, come lo svolgimento del lavoro e delle
lezioni scolastiche attraverso modalità telematiche direttamente dalla propria dimora, e ha
acuito la sperequazione tra le persone, che hanno la possibilità di risiedere in un luogo
dotato di internet e tutti gli altri confort, e coloro che vivono in povertà, sulle strade e in
paesi non sviluppati, bisogna essere gentili e solidali con gli altri. Dunque io ritengo che
ogni persona possa dedicare un po’ del suo tempo ad aiutare soprattutto coloro che sono
in difficoltà, compiendo un semplice atto di gentilezza, come comprare del cibo per le
persone povere o che a causa di varie malattie non possono uscire dalla propria casa o
donare a qualche associazione vestiti e oggetti, che non si utilizzano più e che potrebbero
risultare utili a qualcuno. Tuttavia, non dobbiamo essere cortesi e solidali solo con un
gruppo sociale, ma con tutta l’umanità, infatti questa giornata mondiale è stata promossa
con lo scopo di superare i confini dei vari paesi, le culture, le religioni e le etnie, anzi io
credo che la gentilezza consista anche nell’ascoltare e comprendere persone diverse da
noi e che provengono da realtà molto differenti dalla nostra. Per esempio, non dovremmo
continuamente inveire sulle persone che emigrano dai loro paesi e giungono in Italia,
poiché per esse non è assai facile abbandonare la loro terra natale, compiere un rischioso
e spesso mortale viaggio via mare per raggiungere l’Europa, quindi io ritengo che noi
europei dovremmo essere gentili nei loro confronti soccorrendo e accogliendo gli
immigrati, ovvero compiere un atto di gentilezza, che non riguarda solo la persona aiutata,
ma anche chi aiuta e tutto il mondo che osserva quel benevolo e altruistico gesto.
 La cattiveria di una vicenda recente mi ha particolarmente allarmata. Ad una coppia
di uomini aventi due figli che cercavano di far conoscere, attraverso i social, la loro
quotidianità e soprattutto la normalità del loro amore e della loro famiglia sono arrivate
gravi minacce di morte corredate da un’immagine in cui il ritratto della loro famiglia è
inquadrato entro un mirino. La solidarietà nei loro confronti è stata enorme in seguito alla
vicenda, ma quel che fa riflettere è che non dovrebbero mai essere state rivolte loro quelle
frasi intimidatorie.
In questa giornata quindi, estremamente importante, andrebbero incoraggiate,
soprattutto con i giovani, riflessioni sulle conseguenze delle proprie azioni, difficili da
percepire attraverso le realtà virtuali, e  sull’importanza di essere educati e di rispettare
sempre gli altri. 

Michela Granzon e Alessia Buson 5CL

disegno di Maia Mazzaron  1CL