In occasione del Maggio dei Libri 2020, annuale rassegna dedicata alla lettura e ai libri, la classe 3BL vuole ricordare la figura di Gianni Rodari, di cui quest’anno ricorre il centenario della nascita (1920), raccontando un’attività svolta nel novembre scorso, in cui la classe ha presentato ai compagni di 3AS un’antologia di testi tratti dall’opera di Gianni Rodari.

L’attività, coordinata dalle docenti Melis e Bafumi, si è articolata in vari momenti: dopo aver inizialmente motivato la scelta di ricordare lo scrittore di Omegna, è stata presentata una breve biografia: Rodari è stato un giornalista ( L'Unità , Paese Sera ), un pedagogista, un insegnante (anche se per breve periodo) e specialmente un grande scrittore e poeta che ha dedicato la sua vita ad inventare storie per l'infanzia. Nel 1970 è il primo, e ancora unico, autore italiano a ricevere il Premio Hans Christian Andersen. Secondo molti critici Gianni Rodari è stato il più grande autore di storie per l'infanzia del ventesimo secolo. Accanto all'invenzione, però, Rodari si è dedicato anche alla teoria della narrazione fantastica in un'opera unanimemente considerata come uno dei suoi capolavori: La grammatica della fantasia.
Poi si è dato inizio alle letture, partendo da una delle storie tratte dal Libro degli errori in cui il protagonista, il professor Grammaticus, discute con la sua domestica sull’idea di errore: secondo Rodari infatti in ogni errore riposa la possibilità di una storia, persino l'errore ortografico può offrire lo spunto per ogni sorta di storia dai risvolti comici o anche essere l'occasione per un'istruttiva riflessione; anche il proverbio “sbagliando s'impara” dovrebbe essere rimpiazzato da uno nuovo che dica “sbagliando s'inventa”. Successivamente dalle Favole al telefono, una raccolta di favole, è stata letta La Guerra delle Campane. La presentazione si è conclusa con un un’attività linguistica, che si prefissava di far scrivere su un cartoncino ad ogni studente una parola associata ai concetti di “amare”, “pensare” e “parlare”; successivamente i cartoncini sono stati pescati casualmente dagli alunni che si sono impegnati ciascuno in una personale riflessione sui possibili significati delle parole estratte. Questa attività dallo slogan “Adottiamo parole positive!” serviva a diffondere parole positive, adottare una parola significa usarla il più possibile, con amici, familiari e compagni di scuola per contrastare la moltitudine di parole che provocano odio, emarginazione e umiliazione. Per sottolinearne l’importanza è stato raccomandato di usare queste parole accompagnate da gesti che trasmettano solidarietà, gentilezza, attenzione e cura verso gli altri.