Ricordi felici dei nostri ultimi eventi in presenza.

Assemblee in palestra 

Conferenza e Dibattito "Osa Sapere" con il Prof. Dionigi in Teatro Modernissimo

 

Video realizzati da Giampietro Meneghini 5BL 

La reclusione forzata, causata dal coronavirus, è senza dubbio un evento traumatico, più o meno percepito, per tutti. L'elaborazione di esso dipende da molteplici fattori come l'età, il contesto sociale o la nostra personalità, ma la chiave  che senza dubbio ci permetterà di sopraffarlo è la resilienza, ovvero la capacità di affrontare e  superare un periodo difficile riorganizzando la nostra vita, soffermandoci sugli aspetti positivi degli eventi. Mi piace pensare alla quarantena come ad un esperimento sociale, creato da una sorta di deus ex machina per far capire all'uomo che le relazioni sono fondamentali per la nostra vita e che l'Altro è una risorsa indispensabile anche per garantire il nostro equilibrio interiore. Non è forse vero che lo stigma dell'untore, ovvero la disperata ricerca di quel paziente 0 che ha provocato un’ulteriore diffidenza nei confronti degli altri vista l’angoscia del contagio, ha fatto capire a molti che cosa significa essere discriminati e ha spinto ancor di più alla solidarietà? Non è forse vero che grazie al restringimento delle libertà in via cautelare abbiamo iniziato a stupirci dell’ovvio? La pandemia allora, oltre a farci riflettere sui benefici di cui disponiamo, ci permette di fare un bilancio delle relazioni che abbiamo instaurato e di porre fine a quelle negative. I dati provenienti dalla Cina ci segnalano un boom di divorzi successivi all'avvento del virus, ma sono altrettanto convinta che esso abbia portato  nelle famiglie  ad un rafforzamento dei rapporti. Il freno che ha imposto il Covid19 alla  frenetica quotidianità infatti ci permette di comunicare con l'altro e arrivare a dei compromessi per vivere in equilibrio. L’importante è ora far appello al senso civico di ognuno, rispettare le norme e attendere l'inizio di una nuova stagione per l'intero pianeta.

Elena Tonin, classe 5^AS

In questo periodo caotico, che tutto il mondo, la Cina prima di tutti, poi Italia, Spagna, Europa tutta,Usa, sta attraversando, sono emersi gli stati d'animo più negativi. Tutti sono dominati da paura, incertezza, insicurezza e ansia, causati da un virus comparso all'improvviso nelle nostre vite e che si è diffuso a macchia d'olio in tutto il mondo, anche nelle regioni più isolate. Siamo tutti costretti a stare rinchiusi in casa nostra, "imprigionati" nelle nostre stesse mura, a difenderci da un nemico che non vediamo neppure, se non nei numeri che aumentano ogni giorno al telegiornale, o quando tocca noi, o qualcuno vicino a noi. La situazione di emergenza degenera di giorno in giorno e purtroppo non tutti riusciamo a essere abbastanza collaborativi da far dei sacrifici necessari per almeno rallentare la diffusione di questo virus, che alcuni chiamano addirittura "democratico", perché non risparmia nessuno. 
Tuttavia quel che più scalda il cuore di questo spaventoso fenomeno, dominato da sentimenti che ci spingono a chiuderci in noi stessi, è il desiderio di stare vicini più che mai, uniti nel Paese in cui si sta vivendo questa emergenza. Tutti vogliono ritornare alla normalità, a stare vicini, e questo desiderio ci unifica, ci rende un'Unità, ci fa recuperare il sentimento patriottico per la nostra nazione tragicamente provata. Possiamo condividere questo sentimento con altri paesi, però nulla può essere paragonato a quel che rende l'unità italiana così vicina e solida, nonostante la quarantena, proprio perché i numeri che detestiamo sentire, sono cresciuti molto rapidamente. 
Le canzoni cantate dalle proprie finestre, le luci, gli applausi per coloro che hanno inciso sulle proprie guance il segno delle mascherine, il tricolore che viene esibito con orgoglio in ogni luogo, dai cieli ai muri di vari monumenti, non solo in Italia, sono tutti gesti commoventi, fatti per farci sentire così vicini da essere uniti. In un’epoca in cui l'uomo tende ad alienarsi, isolarsi grazie o a causa della tecnologia, e nella quale il contatto umano e la vicinanza erano oramai dati per scontati, siamo uniti in quell'unico desiderio, cioè che tutto torni come prima e che vada tutto bene.
 
Marina Obradovic 5CL

 

È la seconda domenica che siamo a casa, mi sembra tutto così strano. Come è arrivato fino a qua questo virus? Chissà... spero finisca presto. Ho una grande voglia di fare un giro al centro commerciale, magari con i miei amici. Mi mancano i loro abbracci, le nostre risate, lo stare insieme... Finché era in Cina, era là, in un paese lontano... Mai avrei detto che sarebbe arrivato qui in così poco tempo e così violento.
Cosa mi invento per oggi, per farla sembrare una domenica normale? Perché i giorni non siano tutti uguali?
Tocco questo vetro così pulito e trasparente, una finestra sul mondo ma che ora è una barriera tra me e tutto ciò che sta fuori da questa casa.

Benedetta Zanon (1 AL)


Sono rinchiusa in questa casa . La noia si fa sentire e sta diventando fastidiosa come il sole negli occhi .
Io penso a tutte quelle persone morte per un virus e mi rattristo.
La gatta è l’unica mia amica e mi riempie le giornate con le fusa e le sue calde coccole .
Dalla finestra ho visto un prato pieno di fiori, mi piacerebbe uscire... ma se esco potrei uccidere delle persone con il virus e allora preferisco fissarlo dalla mia finestra aspettando il momento giusto...sicuro... per me e per tutti.

Desirè Bonin (1AL)

Le giornate sono lunghe e non dico noiose ma monotone.
Mi alzo, faccio colazione, seguo le video lezioni, faccio esercizio per due ore scarse, torno a letto a guardare serie tv. Ho persino finito tutti i libri da leggere... Sono molto triste pensando a questo virus: molte persone stanno morendo, molte sono infette, sarà forse questa la fine del mondo? di certo non lo so, ma spero davvero di no... vorrei tanto che questo incubo finisse. I medici stanno facendo di tutto, stanno facendo cose assurde: chi lavora ha orari incredibili, come mio papà, lavora per più di 12 ore, caspita!
Vorrei dire a tutti come se fossi uno "speech": restatevene a casa, imparate cose nuove,
esplorate casa vostra, STAY ALIVE, TORROW TOO.

Jovana Nisavic (1 AL)

Il tempo era bellissimo e soleggiato, però fuori non si poteva andare a causa della quarantena. Mi sono accontentata di stare in giardino seduta sull' erba a leggere un libro, ma non sono riuscita a concentrarmi.
“Quanto è brutto rimanere sempre chiusi in casa con delle giornate così splendide. Sarebbe stupendo fare una passeggiata con mamma e papà oppure invitare degli amici qui a casa e uscire, ma in questo periodo purtroppo non è possibile.” pensavo tristemente.

Per cercare di spezzare la noia ho deciso di giocare con mia sorella a Monopoli, uno dei miei giochi da tavolo preferiti. E' stato bellissimo. Mentre giocavo con lei pensavo: “Quanto sono fortunata ad avere una sorella con cui giocare assieme. Chi è figlio unico come farà in questo periodo? Mi ritengo davvero una persona molto fortunata.” A Monopoli abbiamo giocato per quattro ore di seguito e ho vinto. Quella partita me la sono goduta particolarmente perché non ho molta fortuna nei giochi di questo genere. “Wow! Penso che questa sia stata una delle poche volte in cui io abbia vinto. Sono stata davvero troppo fortunata questa volta!” continuavo a pensare elogiandomi al massimo. Nonostante abbia passato tutto il giorno senza muovermi di casa, giocando con mia
sorella, penso sia stata una domenica semplice, ma comunque molto bella perché la quarantena mi sta insegnando ad apprezzare ciò che ho in casa e a passare più tempo con i miei genitori e mia sorella.

Iris Tiso (1AL)

Quella mattina avevo bisogno di pensare: erano successe molte cose nell’ultimo periodo. Stavo male e mi sentivo intrappolata dai mille grattacapi che in questo momento tutto il mondo ha. Fa paura vedere cosa sta succedendo. Il 2020 anno palindromo e bisestile, sicuramente passerà alla storia non per le sue particolarità ma
per le migliaia di morti per il coronavirus. Siamo tutti chiusi in casa, con la musichetta dell' avviso che ci ricorda la prevenzione: ormai a forza di sentirla metà Italia potrebbe fare lo stesso spot. Immagino sia giusto ma ormai sono cose scontate: lavarsi le mani, usare la mascherina, non toccarsi occhi e bocca. Nonostante tutto, in casa sorridiamo e ridiamo, i miei genitori stanno fuori a chiacchierare con in sottofondo le musiche dei vicini a tutto volume. Ed adesso che è diventato tutto così difficile, mi accorgo di quanto sia importante la libertà. Ora che non la si può avere!

Dora Bonato (1AL)

Mi ricordo che la speranza è l' ultima a morire..
Mi ricordo che andrà tutto bene...
Ma in fondo al mio cuore, in un piccolo posticino, non ne sono veramente certa perché, quando penso di uscire con gli amici, di andare a far visita a mia nonna che ogni volta cucina come se ci fosse una festa, quando penso di andare in biblioteca a leggere un libro o a studiare, quando penso di abbracciare le persone a cui più tengo,
mi ricordo che non mi e più possibile. Penso alle cose a cui non davo importanza e che adesso sono le cose che più desidero fare. Quindi quando tutto sarà finito darò importanza a tutto quello che ho intorno a me, anche alle cose più piccole, perché, adesso, sono proprio quelle che mi mancano più di tutto.

Quando andavo a scuola con l' aria svogliata...vorrei poterlo fare ancora! Quando mi lamentavo delle stupidaggini...invece adesso sono dentro a qualcosa che è molto più grande di me, sono dentro una cosa sconosciuta! Cerco di fare quello che mi è stato chiesto che, in fondo, non è molto: non mi è stato chiesto di fare qualcosa che non so fare, mi è stato chiesto solo di restare a casa. Credo che tutti siano in grado di poterlo fare.
Tuttavia c'è gente che non pensa alla propria vita (magari non gli interessa!): ritengo che potrebbero considerare almeno la vita di coloro che hanno voglia di vivere e potrebbero lasciar loro un' opportunità.
Quindi: RESTATE A CASA CHE TUTTO ANDRA' BENE!!

Rayhana El Pharidy (1AL)

 
La sospensione della scuola ci chiede di trovare risposte adeguate e sperimentare soluzioni creative che siano inclusive di tutti gli studenti e non lascino nessuno indietro. 
 
 
Si ringraziano i genitori che hanno autorizzato la pubblicazione.
 
Insieme ce la faremo!  

Complimenti ai nostri allievi della classe 4BS liceo scienze umane che hanno voluto con questo breve video essere vicini ai nonni della casa di riposo Cà Arnaldi di Noventa Vicentina.


Commovente l’audio di risposta di una signora, ospite della struttura.
Grazie ragazzi!

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