Amor, ch'a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m'abbandona.

Oggi, nella giornata di San Valentino, vogliamo rendere omaggio a tutti gli innamorati, tornando per un momento all'interpretazione romantica del passo di Francesca, rileggendolo alla maniera di un grande poeta, Ugo Foscolo. Ecco una sublime storia d'amore di fronte alla quale l'Inferno stesso sembra sparire. Restano solo Paolo e Francesca, con il loro grande amore: la parola-chiave "amor" viene scandita impressivamente per tre volte, con forte anafora, all'inizio di tre terzine (vv. 100-106).C.M.
E' possibile fare numerose riflessioni grazie a questa parola, perchè l'amore è ovunque. Se siamo fortunati lo viviamo in famiglia, con gli amici, con un partner. Amore ad oggi può assumere numerose rappresentazioni, può identificarsi in un gesto semplice come un messaggio che chiede come stiamo, in un regalo, in una carezza.
Una cosa che possiamo dire a riguardo è sicuramente che vivere l'amore in questo lungo e pesante periodo non è facile. Rispetto all'esperienza che abbiamo vissuto tutti quanti (e che stiamo ancora, in parte, vivendo, oggi) possiamo parlare di:
- amore per gli amici: da cui siamo stati obbligati a stare lontani per molto tempo e che non abbiamo comunque potuto abbracciare quando li abbiamo rivisti. Proprio a causa di questa lontananza, però, abbiamo potuto riconfermare quelli che sono i legami veri, gli amici veri.
- amore per il partner: l'allontanamento tra i fidanzati è probabilmente stata la cosa più difficile da sopportare, per loro, anche perchè questo ha messo sicuramente a dura prova la forza della relazione stessa, così portando a termine alcuni rapporti o rafforzandoli ancora di più.
- amore nel nido familiare: questo è l'unico amore che abbiamo potuto continuare a sentire, fisicamente, anche se anche questo è venuto meno nei casi in cui anche un solo membro della famiglia doveva isolarsi in una camera poichè contagiato. La quarantena ci ha anche fatto venire meno la possibilità di vivere l'amore dei nonni e per i nonni, così come per altri familiari più lontani. Però il fatto di restare chiusi in casa con i propri genitori
e fratelli ci ha dato la possibilità di riavvicinarci alla nostra famiglia, di litigare, sicuramente, ma anche di fare pace e passare del tempo insieme, cosa che secondo me diamo troppo per scontato.
Se il tempo avesse un prezzo avrebbe il valore più grande e l'amore sarebbe al secondo posto, subito dopo il tempo.
Nelia Ungureanu 5 CL

Chiude l’ultimo dei due incontri realizzati in onore della settimana dantesca il professore Michele Ceron, dirigente dell’Istituto Trentin di Lonigo, con una conferenza relativa alle donne della Divina Commedia. Protagonista indiscussa di questa serata è Beatrice, la donna angelo che “apparve vestita di color di fiamma viva” al cospetto del sommo poeta, pronta ad assisterlo lungo il difficile cammino. Sono il movimento (Purgatorio I - “noi andavam per lo solingo piano com'om che torna alla perduta strada”), la parola (Paradiso I - “trasumanar significar per verba non si poria”), l’amore (Inferno, II - “amor mi mosse che mi fa parlare”) che muovono tutto ciò che viene narrato nella Commedia: il cammino del pellegrino è sostenuto dalla potenza della beatitudine dell’amata, che lo porterà a non indugiare, ma piuttosto a concludere il suo percorso attraverso la luce dell'ultima cantica, quella del Paradiso. Tra i molti illuminanti stimoli proposti ho trovato particolarmente interessante la riflessione circa l’attualità del capolavoro dantesco - “la commedia è un poema eterno perché parla del viaggio che ciascun uomo deve fare per conoscere se stesso”. Il professore ha proposto un’interpretazione colorata, appassionata, personale ma al tempo stesso universale: la tragedia diventa commedia, il supplizio diventa gioia, e questo metaforico cammino verso il rinnovamento spirituale diventa messaggio di speranza per tutti gli uomini, di qualunque etnia, religione o estrazione sociale.

“A l’alta fantasia qui mancò possa

ma già volgeva il mio disio e ‘l velle;

sì come rota ch’igualmente è mossa,

l’amor che move il sole e l’altre stelle”

Chiude così la cantica finale e la conferenza del professor Ceron, il quale ci invita a riflettere sull’influenza beatificante e soprattutto salvifica che l’amore può avere su tutti noi.

I feedback finali degli spettatori hanno indubbiamente reso l’apprezzamento collettivo verso l’incontro, reperibile sul canale YouTube scolastico sotto allegato.

https://www.youtube.com/watch?v=-jBNcBg5j7U&ab_channel=IstitutoMasotto

Emma Gasparato, 5CL

Giovedì 11 Marzo, alcuni allievi delle classi quarte e quinte dell’indirizzo scientifico, hanno avuto la straordinaria opportunità di partecipare a una masterclass di Fisica Sperimentale. L’attività proposta, sia a livello teorico che pratico, ha permesso a tutti i partecipanti  di uscire per un giorno dal contesto scolastico e diventare dei veri e propri fisici. Grazie a delle esaustive presentazioni abbiamo compreso la natura degli enti più piccoli della materia, i quark, che si assemblano formando protoni, neutroni, elettroni e fotoni. La parte pratica del progetto ci ha permesso di analizzare veri dati, provenienti dagli esperimenti ATLAS e CMS per simulare negli esercizi l’emozionante scoperta del bosone di Higgs, ma anche quella dei bosoni W e Z. I dati, raccolti dagli esperimenti proposti nell’esercitazione pomeridiana, sono stati poi racchiusi in unico grafico, successivamente esaminato e condiviso in un webinar internazionale in lingua inglese a cui hanno preso parte fisici di altri Paesi. Centrali sono stati la collaborazione e il lavoro di squadra che caratterizzano ogni studio scientifico, fornendo la possibilità di aiuto e di confronto. Questa masterclass ci ha offerto soprattutto l’opportunità di capire come funzionano le ricerche dei fisici del CERN e di fare esperienza diretta, mettendoci in gioco, attraverso delle simulazioni. L’attività è stata particolarmente stimolante e piena di soddisfazione e malgrado lo svolgimento telematico si è rivelata fondamentale per poter chiarire le idee sul nostro futuro. L’esperienza vissuta con il progetto ATLAS sarà utile per i nostri studi e per la nostra formazione.

Iris Gelain, Sophie Marchetto, Marco Melato, Giampaolo Stimamiglio, classe 4CL

La regione Veneto ogni anno organizza un concorso per la valorizzazione e la tutela del patrimonio della regione, attraverso musica, teatro e poesia. Quest’anno la classe 5BS ha deciso di partecipare su proposta dell’insegnante di indirizzo.  

Così a Febbraio, rispettando le norme per il Covid-19, la 5BS si è recata presso l’enoteca “Da Cesare” e, dopo un ottimo pranzo in compagnia (ma mantenendo sempre le distanze), ha realizzato un video, in cui ha presentato una serie di piatti tipici veneti, come la “fritaja con radecio de Asiglian e zeola”(frittata con radicchio di Asigliano e cipolla), il risotto “coi rovinazzi” (risotto con le rigaglie), il baccalà alla vicentina, la “pastissada de caval” (spezzatino di cavallo), fino ad arrivare ai famosi zaleti di Venezia, al pandoro di Verona e al “pom prussian” (Pomo prussiano).  La proprietaria del locale ha allestito una tavola imbandita con tutte le specialità degustate, che è diventata l’esclusivo set del video.                                                       

Ovviamente al ricco menù non potevano mancare i vini! La scelta spaziava tra Scirac dei Berici Doc, l’Amarone della Valpolicella, il Cabernet Franc dei Berici e il Prosecco di Treviso. Per ogni piatto o bevanda, la classe ne ha raccontato brevemente la storia e la preparazione. Tra interruzioni, musica e risate, la realizzazione del video ha richiesto due mesi di preparazione.

Il giorno 25 Marzo si è tenuta la premiazione e la 5BS si è classificata nella rosa dei vincitori! Una grande gioia che ha premiato l’impegno e la coesione della classe. 

Ecco a voi il TRAILER di presentazione e il VIDEO completo. Buona visione!

Alessandra Muraro,  5°BS

 

Per i 700 anni dalla morte del Sommo Poeta (1265-1321)

UNA RACCOLTA DI ELABORATI PRESENTATI DA ALUNNI/E 

DEL NOSTRO ISTITUTO

Venerdì 5 marzo siamo stati coinvolti come classe 3AS nel “Progetto Martina”, un progetto di  educazione alla salute finalizzato alla prevenzione dei tumori promosso da Lions Clubs International. L’esperto ha iniziato spiegando cos’è un tumore e l’importanza della prevenzione fin dall’adolescenza: il tumore può essere benigno o maligno, il maligno si può chiamare anche carcinoma, cancro, neoplasia  o eteroplasia. Nel mondo ci sono quasi 20 milioni di casi ogni anno di tumore, in Italia 420 mila casi  all’anno. 

I tumori sono più frequenti negli anziani e il rischio aumenta con l’età ma colpiscono anche i giovani, uomini e donne, soprattutto al testicolo e al seno rispettivamente. 

Molti tumori sono causati da fattori esterni, fattori ambientali e stili di vita errati che nel 70-80% dei casi  provocano nell’arco della vita mutazione di geni che fanno impazzire le cellule. Nella lotta ai tumori pertanto la prevenzione primaria ha un ruolo fondamentale poiché in questa fase avviene l’individuazione e l’eliminazione dei fattori di rischio, come ad esempio l’alimentazione scorretta che  causa sovrappeso e obesità, ritenuti responsabili di molti tumori (all’utero, rene, esofago e vescica),  malattie cardiovascolari e diabete. E’ significativo in tal senso che il 25% dei bambini in età scolare sia in sovrappeso, quindi considerato a rischio sviluppo di malattie nell’età adulta. Altri fattori di rischio sono  la sedentarietà, che aumenta il rischio di tumore alla mammella e al colon retto, e il fumo che è la causa di circa l’80% dei tumori al polmone. Il tumore al testicolo in particolare colpisce gli uomini tra i 15 e i  35 anni nei casi più frequenti, pur avendo un’alta curabilità: da qui l’importanza di effettuare controlli  periodici personali già dai 15 anni, una volta ogni 3-4 mesi, attraverso l'autopalpazione davanti ad uno  specchio. I tumori del collo dell'utero si possono sviluppare nelle donne tra i 16 e i 25 anni, soprattutto  a causa del virus HPV che si trasmette attraverso il rapporto sessuale. Infine i tumori della mammella  sono molto più comuni nelle donne di età compresa tra i 50 e i 70 anni, ma la possibilità di guarire è del  90% grazie alla diagnosi precoce che può cominciare anche in questo caso con l’autopalpazione. 

Manuela Marchetto e Tommaso Scarparo 3AS

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